I premi di Sulmonacinema 2009
venerdì, 13 novembre, 2009

Al centro a sinistra Paola Sangiovanni, vicino a lei a destra Valentina Carnelutti e Patrizio Iavarone
Ragazze la vita trema di Paola Sangiovanni
Si conclude con grande successo di pubblico la XXVII edizione del Sulmonacinema Film Festival diretto da Roberto Silvestri. Edizione straordinaria, ridotta nei giorni, nel programma e privata del premio in denaro (erano 1500 euro al film vincitore) che ha voluto “esserci” – nonostante la totale incertezza sull’attribuzione dei fondi, tuttora non chiarita – per riaprire e far vivere la dimensione culturale nella città a poco distanza da L’Aquila. Purtroppo i problemi del post-terremoto hanno azzerato il dibattito e la considerazione in generale della cultura in zona. L’Associazione culturale Sulmonacinema, che organizza il festival annuale, è in attesa di definire i rapporti con il comune riguardo il progetto di gestione del Cinema Pacifico. L’unica sala rimasta in città è stata temporaneamente riaperta in occasione del festival, dopo l’improvvisa chiusura avvenuta subito dopo il 6 aprile da parte del gestore precedente. Già Sulmonacinema era nato come evento culturale nel 1982 per far fronte all’impoverimento della cultura cinematografica dopo la chiusura di tutte le sale in città, e ora l’associazione culturale, guidata dal presidente Patrizio Iavarone, vuole partire per una nuova avventura: gestire una sala, in cui il cinema è parte di una programmazione interdisciplinare, sperando inoltre di fare rete con altre sale in altre città italiane con obiettivi simili per inventare nuove strade di circuitazione e diffusione di film che non hanno visibilità nelle sale commerciali e quindi sul cosiddetto “mercato”.
La giuria presieduta da Valentina Carnelutti e composta da studenti e diplomati al DAMS di Bologna, SNC di Roma, Accademia dell’Immagine dell’Aquila, Università “La Sapienza” di Roma, Università di Pescara, ha assegnato i seguenti premi che consistono nella statuetta dell’Ovidio d’argento. In conferenza stampa Valentina Carnelutti ha spiegato dal suo punto di vista la differenza tra il premio al miglior film e alla migliore regia, spesso oggetto di discussioni e di in/o mal/comprensioni: “Abbiamo stabilito i nostri criteri, ovviamente non validi in altre giurie di altri festival, per cui il concetto di miglior film riguarda un’opera che ti colpisce a fondo, indipendentemente da questioni stilistiche, che ti pone delle domande senza interrogarti su attori o fotografia o sceneggiatura, ma ti fa riflettere sia nell’immediato sia parecchio tempo dopo. Invece, per la migliore regia rimando ai film tratti da fonti letterarie, per cui l’adattamento per lo schermo di un bellissimo libro può da un lato deludere, essere una trascrizione didascalica oppure un altrettanto gran bel film, forse diverso dal libro, ma che offre una visione particolare sull’argomento. Una buona regia trae e offre una visione su una realtà già (de)scritta da un altro mezzo o su una realtà veramente esistente”.
Vince il Festival un’ opera prima, Ragazze la vita trema di Paola Sangiovanni, “per l’efficacia con cui combina una ricerca di qualità a un contenuto storico e umano degno di essere espresso e invita a riflessioni diverse, in modo insieme pudico e intelligente”.
L’Ovidio d’argento per la miglior regia va a So che c’è un uomo di Gianclaudio Cappai, ”per la capacità di raccontare l’intimità di una storia attraverso una sapiente orchestrazione di elementi visivi e sonori”.
Per la miglior interpretazione femminile va al cast completo di Ragazze la vita trema, “ad Alessandra, Mariapaola, Marina e Liliana per la serena generosità con cui hanno interpretato la loro generazione in un racconto a tratti anche difficile e doloroso che, grazie alle peculiarità di ciascuna, è capace di parlare al presente oltre che al passato”.
Per la miglior interpretazione maschile a tutti gli uomini di Via della Croce di Serena Nono, “per la generosità e l’impegno, umile, con cui hanno saputo offrirsi al ‘racconto’ e alla sua evoluzione, regalando ai diversi ruoli parti significative delle proprie identità”.
Il film realizzato dalla figlia del grande compositore del Novecento Luigi Nono ha vinto inoltre una menzione speciale come miglior ‘incidente di percorso’ (definizione data al film dalla stessa regista nel corso della discussione al termine della proiezione) “per aver saputo perseguire un lavoro stimolante ed estenderne i confini, fino ad annullarli, abbattendo – grazie alla mescolanza delle arti – anche i muri più alti”.
Inoltre è stato assegnato il Premio Soundtrack – Miglior colonna sonora. La giuria composta da Valentina Carnelutti, Giovanni Guardi di Edizioni Radio Fandango e Gabrielle Lucantonio, curatrice della sezione Soundtrack, l’ha assegnato agli autori delle musiche di Ragazze la vita trema: “A tutto il tessuto sonoro, brani e composizioni originali, perché accompagnano il film in tutto il suo percorso con la delicatezza del presente e il coraggio del passato senza didascalie e con l’autonomia di una voce intonata al racconto”.
Si è conclusa con grande successo di pubblico la XXVII edizione del Sulmonacinema Film Festival diretto da Roberto Silvestri. Edizione straordinaria, ridotta nei giorni, nel programma e privata del premio in denaro (erano 1500 euro al film vincitore) che ha voluto “esserci” – nonostante la totale incertezza sull’attribuzione dei fondi, tuttora non chiarita – per riaprire e far vivere la dimensione culturale nella città a poco distanza da L’Aquila. Purtroppo i problemi del post-terremoto hanno azzerato il dibattito e la considerazione in generale della cultura in zona.
La giuria presieduta da Valentina Carnelutti e composta da studenti e diplomati al DAMS di Bologna, SNC di Roma, Accademia dell’Immagine dell’Aquila, Università “La Sapienza” di Roma, Università di Pescara, ha assegnato i seguenti premi che consistono nella statuetta dell’Ovidio d’argento. In conferenza stampa Valentina Carnelutti ha spiegato dal suo punto di vista la differenza tra il premio al miglior film e alla migliore regia, spesso oggetto di discussioni e di in/o mal/comprensioni: “Abbiamo stabilito i nostri criteri, ovviamente non validi in altre giurie di altri festival, per cui il concetto di miglior film riguarda un’opera che ti colpisce a fondo, indipendentemente da questioni stilistiche, che ti pone delle domande senza interrogarti su attori o fotografia o sceneggiatura, ma ti fa riflettere sia nell’immediato sia parecchio tempo dopo. Invece, per la migliore regia rimando ai film tratti da fonti letterarie, per cui l’adattamento per lo schermo di un bellissimo libro può da un lato deludere, essere una trascrizione didascalica oppure un altrettanto gran bel film, forse diverso dal libro, ma che offre una visione particolare sull’argomento. Una buona regia trae e offre una visione su una realtà già (de)scritta da un altro mezzo o su una realtà veramente esistente”.
Vince il Festival come miglior film: Ragazze la vita trema di Paola Sangiovanni, “per l’efficacia con cui combina una ricerca di qualità a un contenuto storico e umano degno di essere espresso e invita a riflessioni diverse, in modo insieme pudico e intelligente”.
L’Ovidio d’argento per la miglior regia va a So che c’è un uomo di Gianclaudio Cappai, ”per la capacità di raccontare l’intimità di una storia attraverso una sapiente orchestrazione di elementi visivi e sonori”.
Per la miglior interpretazione femminile va al cast completo di Ragazze la vita trema, “ad Alessandra, Mariapaola, Marina e Liliana per la serena generosità con cui hanno interpretato la loro generazione in un racconto a tratti anche difficile e doloroso che, grazie alle peculiarità di ciascuna, è capace di parlare al presente oltre che al passato”.
Per la miglior interpretazione maschile a tutti gli uomini di Via della Croce di Serena Nono, “per la generosità e l’impegno, umile, con cui hanno saputo offrirsi al ‘racconto’ e alla sua evoluzione, regalando ai diversi ruoli parti significative delle proprie identità”.
Il film realizzato dalla figlia del grande compositore del Novecento Luigi Nono ha vinto inoltre una menzione speciale come miglior ‘incidente di percorso’ (definizione data al film dalla stessa regista nel corso della discussione al termine della proiezione) “per aver saputo perseguire un lavoro stimolante ed estenderne i confini, fino ad annullarli, abbattendo – grazie alla mescolanza delle arti – anche i muri più alti”.
Inoltre è stato assegnato il Premio Soundtrack – Miglior colonna sonora. La giuria composta da Valentina Carnelutti, Giovanni Guardi di Edizioni Radio Fandango e Gabrielle Lucantonio, curatrice della sezione Soundtrack, l’ha assegnato agli autori delle musiche di Ragazze la vita trema: “A tutto il tessuto sonoro, brani e composizioni originali, perché accompagnano il film in tutto il suo percorso con la delicatezza del presente e il coraggio del passato senza didascalie e con l’autonomia di una voce intonata al racconto”.
per ulteriori info sui film visitate la sezione del sito “programma”
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